Una storia lunga trent'anni

Croce-San Donà: il TERZO PONTE

La necessitą del 3° ponte sul Piave

Dopo la costruzione del ponte sul Piave in localitą Isiata (intitolato ai "Granatieri di Sardegna") rimase evidente (giacché lo era da prima della sua costruzione) che solo un ponte veloce tra Fossalta e Noventa avrebbe realmente sveltito il traffico tra le due sponde. Come i vecchi saggi ripetevano da decenni, "ghe vol un ponte su da Mazzonetto [via Kennedy a Fossalta] che'l rive drét aa rotonda de Noventa". Il concetto era un poco alla volta penetrato in tutte le teste pensanti [l'ho scritto? Lo ridico: pensanti!]: se uno arriva da Mestre e deve andare a Noventa, o comunque a nord di San Doną, oppure oltre San Donà, non lo si può far arrivare al passo delle barche dal malagevole accesso e fargli quotidianamente sperimentare la medievale frustrazione de balzello-per pontem. Uno sguardo (dall'alto) alla pianta dei luoghi e l'esperienza (dal basso) di strade e incroci a maggiore o minore antropizzazione, da sempre suggerivano come ottimale l'attraversamento tra Mazzonetto e la rotonda di Noventa (quest'ultima da abbellire con il monumento a Giannino Ancillotto, che da quelle parti aveva la villa, che, occupata dal nemico, anche bombardò).

Il ponte in Isiata, dettato da altre idee e diverse logiche (dall'uscita dell'autostrada a Noventa... al mare), parzialmente (in minima parte, in veritą) risolse il problema dell'intasamento continuo sul Ponte della Vittoria.
Ma per coloro che devono andare nella zona nord o ovest di San Donà (nella zona delle scuole e dei campi sportivi, per intenderci) rimane ancora il ponte di barche la soluzione, non certo la lunga, lunghissima circonvallazione che mena al "Ponte dei Granatieri"

La vecchia idea

La vecchia Amministrazione musilense di centro-sinistra di fine secolo scorso si mosse a ruota dell'omologa sandonatese che sempre proponeva un ponte stradale a fianco di quello sulla ferrovia.

Nel 2000 lo Studio Pro.tec.o di Musile, su incarico dei sindaci di allora (Magnolato per San Donà, Menazza per Musile, Fantinello per Fossalta) elaborò un progetto che gią teneva conto del futuro sottopasso della ferrovia a fianco dell'Argine San Marco, e che prevedeva l'innesto sull'Argine San Marco (dalla parte di Croce) in un punto che oggi sarebbe ancora quello più opportuno, ma con strada di accesso meno perpendicolare (esiste oggi su quel tracciato un grosso edificio, vedi foto aerea più sotto).

Il progetto aveva il difetto (o l'ambizione) di prevedere dalla parte di San Doną una doppia rotonda (rotonda a sacco), con costruzione di un secondo sottopasso della ferrovia, uno per ogni senso di marcia, cosa che faceva lievitari i costi a 19 milioni di euro.

Nel 2008 si inaugurarono a Croce i tre sottopassi della ferrovia. Il più importante dei tre, quello a fianco dell'Argine San Marco, cominciava la sua discesa lì dove lo studio Pro.tec.o. aveva immaginato l'innesto della strada al terzo ponte. I lavori di raccordo della rampa di discesa con la strada sommitale dell'Argine produssero un evidente allargamento della sede, fatto che rendeva questo il punto ideale per la collocazione della rotonda di accesso alla strada che mena al ponte.

Non era possibile costruire un ponte stradale all'altezza di quello ferroviario perché l'Argine San Marco, per ragioni di sicurezza, deve rimanere accessibile ai mezzi di pronto intervento. Un ponte molto pił alto e lungo avrebbe richiesto uno sperpero di denaro superiore al risparmio che ci si proponeva di attuare realizzando il ponte nel tratto pił stretto del fiume. La sua collocazione tra la zona delle piscine a San Doną e il cuore del paese di Croce avrebbe infestato questo e quella di traffico esterno, dicevano gli uccelli del malaugurio.
Le osservazioni sopra avrebbero meritato certamente una chiosa.

Cambio di decisione...

Cambiate di colore una dopo l'altra tre delle quattro Amministrazioni dei quattro Comuni della virtuale "Cittą del Piave", anche la collocazione del Terzo Ponte fu rimessa in discussione.

2009

Nel 2009, cambiato il colore delle Amministrazioni in tre Comuni su quattro, la grande idea di un ponte sostanzialmente urbano (un ponte per la "Città del Piave") indusse le amministrazioni (che mai o poco avevano creduto alla pur evidente "Città del Piave") ad abbandonare il progetto dello studio Pro.tec.o. per affidare allo studio D'Apollonia di Genova (uno spreco evidente di denaro affidare a uno studio "foresto" - che non poteva che ragionare in astratto) l'incarico di progettare un ponte che servisse la Cittą del Piave. La volontą era forse quella di pensare a una infrastruttura viaria che avesse valenza e utilitą sovracomunale. Il costo tuttavia era stimato in 50 milioni di Euro. Di fatto fu l'affossamento di ogni progetto.

Progetto generale


Le varianti in riva sinistra






Le varianti in riva destra


Il progetto presentava costi faraonici perché prevedeva un lungo/lunghissimo viadotto sulla riva sinistra del Piave (San Donà) e la costruzione di una strada ex-novo sulla destra (Croce/Fossalta), strada che terminava nel nulla (solo il nuovo sottopasso della ferrovia presso la stazione ferroviaria di Croce/Fossalta avrebbe dato la possibilitą di accedere alla Triestina.)
Il pregio di questa soluzione era di diventare un percorso sovra-urbano, che collegava la SS.14 "Triestina" con la Rotonda di Noventa.

Clicca qui per accedere ai due filmati YouTube che riportano intera la discussione che si tenne tra i quattro sindaci

Tango - La Guerra del Terzo Ponte (1 parte)

Tango - La Guerra del Terzo Ponte (2 parte)

Tango - La Guerra del Terzo Ponte (Secondo Round)

2010

Nel 2010 tutto sembrò essere caduto nel dimenticatoio. Il progetto della Lega era faraonico. Tutti capirono che, con la scusa di evitare il traffico sulla frazione, si lanciava la palla in tribuna.

2012

Nel 2012 la lista Progetto Democratico di Musile tornò a rilanciare l'idea del terzo ponte, di fianco alla ferrovia. Avrebbe dovuto essere un collegamento ad uso cittadino. Ma rivinse la Lega, e il progetto di minima non ebbe nessuna speranza.
In ogni caso, la crisi, a lungo negata, si manifestò tremenda e infinita. Il Patto di stabilitą bloccò ogni investimento. Non c'era più denaro per nulla.
Tutto tacque. Del Terzo Ponte si sarebbe riparlato tra decenni.

2020-2021-2022-2023....

Le code quotidiane di qua e di là del Ponte della Vittoria, quattro volte al giorno, code che diventano infinite quando il Piave s'ingrossa e diventa necessario togliere il Ponte di Barche tra Fossalta e Noventa, dimostrano, semmai ve ne fosse bisogno, la necessitą di garantntire un collegamento tra San Donà zona ovest e Musile zona Croce.

Il Comitato Terzo Ponte

Sognatori inguaribili, un gruppo di amici rilanciò l'idea del Terzo Ponte


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Autunno 2024


Articolo sul Gazzettino del 14 ottobre 2024


Articolo sul Gazzettino del 22 ottobre 2024